Il raffreddore, la malattia da raffreddamento più comune, è un'infiammazione acuta delle vie respiratorie provocata dall'azione di particolari virus (i rinovirus) sulle mucose di naso e gola.
I rinovirus attaccano le cellule delle prime vie respiratorie, provocando un'infiammazione con la conseguente dilatazione dei vasi sanguigni: la mucosa nasale si gonfia, produce muco e ostacola il passaggio dell'aria e quindi la respirazione.
Estremamente contagioso, il raffreddore si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni emesse con starnuti e colpi di tosse, o per contatto diretto di naso ed occhi con le mani che hanno raccolto il virus.
Il freddo facilita il contagio: quando inspiriamo aria fredda le difese delle vie aeree si bloccano e i virus trovano condizioni favorevoli per moltiplicarsi ed attaccare le cellule delle mucose nasali.
I soggetti maggiormente esposti sono i bambini e le persone che si trovano in uno stato fisico debilitato.
Il periodo d'incubazione è molto breve e i primi sintomi compaiono dopo 24 - 48 ore: congestione nasale, starnuti, malessere diffuso, febbre leggera, mal di gola, tosse, abbondante secrezione dal naso, difficoltà a percepire odori e sapori, lacrimazione.
Non esistono farmaci specifici per guarire dal raffreddore e i rinovirus non vengono distrutti dagli antibiotici, che sono quindi inutili e da evitare.
La cura più efficace è quella di osservare un periodo di riposo, bere molti liquidi (acqua, the, succhi di frutta) e lasciare che le difese dell'organismo sconfiggano l'infezione: la guarigione avviene spontaneamente dopo circa una settimana.
È possibile però alleviare i sintomi del raffreddore con antistaminici, decongestionanti per facilitare la respirazione (soprattutto durante la notte) ed antinfiammatori.
A causa della grande variabilità dei rinovirus (esistono più di 200 tipi diversi di virus del raffreddore) è praticamente impossibile preparare un vaccino.
05/10/2009
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La Redazione
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